FORESTA AMAZZONICA NATIVA

Ok AMBIENTE


Consapevoli dell’importanza di proteggere e preservare le foreste, quale patrimonio vitale di molte specie di piante medicinali, siamo attivi in Brasile con il programma OK FLORESTA finalizzato alla protezione totale della Foresta Amazzonica Nativa.

 

 

Preghiera dell’Albero
Uomo!
Io sono il calore del tuo focolare
nelle fredde notti d’inverno.

Io sono l’ombra amica
quando sfolgora il sole d’estate,
sono la trave della tua casa,
l’asse della tua tavola.

Io sono il legno col quale fai le tue navi,
sono il manico della tua zappa
e la porta della tua entrata.

Io sono il legno della tua culla,
sono il letto nel quale dormi e sogni.

Ascolta la mia preghiera: non distruggermi!

Poesia di Gilbert Anscieau

 

Sogno di Un Poeta Ecologista
1553427_666496736726198_1465859740_o“Ho sempre subìto il fascino e la magia dell’Amazzonia, tanto che una notte mi capitò di fare un sogno. Mi ritrovai in un luogo segreto del Pianeta verde, laddove si ergeva un edificio con la scritta: “Università della Foresta”.
I professori che stavano tenendo una lezione, erano nientemeno che i Guardiani della Foresta, quelli del Cielo, quelli del Tempo e quelli dell’Amore. Essi stavano spiegando che la foresta sosteneva il Cielo e che nel caso fosse stata abbattuta, il Cielo sarebbe caduto sulla Terra, ponendo fine ai tempi della Coscienza e che perciò non sarebbe mai più esistito l’Amore.
Quando si accorsero della mia presenza mi invitarono a parlare ed io scelsi il tema dello sviluppo e dell’economia. Spiegai che se si semina un chicco di mais cresce una pianta che fa 1.000 chicchi e quindi, in un anno, il mais ha una resa del 9.999%. Una banconota da 100 euro, seminata in banca invece ha una resa forse del 3%.
Spiegai anche che con la tecnologia l’uomo ha inventato degli strumenti con i quali si può trasformare il vento ed il sole; le onde e le correnti in luce, forza e calore. Spiegai che con un pannello solare si può ottenere luce per tantissimo tempo: una resa almeno del 100.000%. Un litro di benzina invece quando è bruciato, è bruciato per sempre con una resa vicino allo zero.
Spiegai che tagliando un ramo dell’albero si possono ottenere fibre vegetali quasi all’infinito perché il ramo ricresce, con una resa del 10.000.000.000%. Se invece tagli l’albero e non ne semini un altro, la resa è sottozero perché i benefici ottenuti dal suo legno non potranno mai ripagare la perdita di quell’albero. Perché il Cielo è scientificamente provato che venga sorretto dagli alberi.
Tagliando gli alberi si mettono in moto una serie di devastanti cambiamenti climatici e di fatto il Cielo cadrebbe sulla Terra e quindi finirebbe tutto e non ci sarebbe più un oggi, un ieri o un domani. Per l’Amore invece ci vuole tanto passato, tanto presente e tanto futuro e se non c’è più il tempo per Amare, non ci può più essere neanche l’Amore e perciò mi girai verso il mondo e gridai:
“Per favore, se stai ascoltando questo discorso, se per caso stai tagliando un albero della foresta, smetti immediatamente! Stacca un ramo, staccane due ma non tagliare tutto l’albero. Se tagli un ramo e torni l’anno venturo, ne ritrovi un altro. Se tagli l’albero non c’è più nulla fra la Terra e il Cielo, non c’è più nulla che tenga alzato il Cielo sulle nostre teste e se proprio devi tagliare un albero, metti un seme e vedrai che ne crescerà un altro”.

L’Amazzonia è un Tesoro Inestimabile
Floresta_quadroL’Amazzonia è un tesoro inestimabile che necessita di essere salvato a qualunque costo.
E’ la più estesa foresta tropicale del mondo e si sviluppa lungo il bacino del Rio delle Amazzoni. La maggior concentrazione di acqua dolce del mondo scorre attraverso la rete fluviale del bacino amazzonico e il 50% di tutte le specie animali e vegetali terrestri, ad oggi conosciute, vivono in quest’area con la più elevata biodiversità del pianeta.
La foresta amazzonica è una fonte di vita e uno dei pochi luoghi della Terra, laddove la Natura si esprime ancora in tutta la sua magnificenza.
A grandi linee la metà degli animali del pianeta (compreso l’uomo) è qui rappresentata. Tra questi un animale che mancava era la mucca. Non era prevista dalla natura la presenza di bovini in Amazzonia ma ci ha pensato l’uomo che è arrivato in queste zone negli ultimi 40 anni. Oggi per allevarli, l’uomo del progresso (sic!) ha sterminato gli indios, disboscato, e realizzato strade. Il risultato è che ogni dieci anni gli alberi di una superficie pari a quella dell’Italia sono stati rasi al suolo o incendiati. Da considerare che il metano emesso dal bestiame è una delle principali fonti di gas serra e che un pascolo su una foresta disboscata, dopo 5-6 anni diventa un deserto.
L’Amazzonia brasiliana è un insieme geografico molto complesso, non è solo piante e animali, è soprattutto acqua con il più grande bacino idrografico del mondo (7milioni di Km quadrati contro i 2,8 del Nilo) e questa risorsa primaria è minacciata dalle crescenti dighe e dal “global worming” che innalza sempre più il livello delle nevi perenni sulle Ande, le quali alimentano il Rio delle Amazzoni. La ricchezza dell’Amazzonia è immensa ma bisogna saperla raccogliere e preservare: fino ad ora però è accaduto il contrario. Le attività estrattive naturali, dall’albero del lattice, alle noci brasiliane, all’infinita quantità di erbe e piante medicinali potrebbero evitare evitare anche il grave fenomeno dell’emigrazione nelle favelas urbane delle popolazioni locali.
La Natura può fare a meno dell’essere umano ma l’essere umano non può fare a meno della Natura!

Amazzonia Sorgente di Aura Vitalis
ALBERI AMAZZONIAA ragione l’Amazzonia è ritenuta una specie di pianeta a sé stante.
Questa foresta costituisce un ecosistema ricchissimo che si protende dal basso in alto, da terra fino alle cime degli alberi, per oltre 60 metri.
Il Rio delle Amazzoni che vi scorre è lungo 6.400 Km e si snoda attraverso il continente sudamericano, formando un bacino idrologico che fornisce circa il 12% delle riserve mondiali di acqua dolce.
La foresta amazzonica è in gran parte ancora intatta, tuttavia ampie parti di questo paradiso sono sempre più sotto pressione. Una grande minaccia viene esercitata dalla deforestazione senza scrupoli di foresta pluviale, un prezioso polmone verde che trattiene biossido di carbonio (CO2) e rilascia ossigeno: l’Aura Vitalis. La foresta dell’Amazzonia trattiene nei suoi alberi circa 120 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Oggi dal 4,5 al 7 per cento delle emissioni mondiali di CO2 derivano dalla deforestazione nell’Amazzonia, un ecosistema insostituibile che, oltre a svolgere la funzione di trattenere la CO2, contribuisce in modo significativo a stabilizzare il clima a livello mondiale.
In appena tre decenni sono stati distrutti più di 55 milioni di ettari di foresta, l’equivalente di una regione vasta quanto la Francia. Ormai non più di un quinto delle foreste originarie del pianeta è rimasto intatto e la metà di ciò che resta è minacciata dalle estrazioni minerarie, dalle attività agricole e dalla produzione di legname.
L’Amazzonia brasiliana è il cuore verde del pianeta, è la più grande estensione al mondo di foresta primaria: un grande patrimonio dell’Umanità che va preservato e protetto perché dalla salvaguardia di questo prezioso bacino cattura-CO2 dipenderà in gran parte il futuro della nostra vita sulla Terra.
Fallire nella difesa della foresta amazzonica, significa porre in dubbio la sopravvivenza del più importante ecosistema del Pianeta e quindi della vita stessa delle creature che esso ospita.

Amazzonia Respiro del Mondo
Floresta_no_good
Il futuro del nostro Pianeta è legato alla sopravvivenza della Foresta Amazzonica, riconosciuta da tutti come il “POLMONE DEL MONDO”.
Una larga percentuale della sua superficie è ancora intatta ma bisogna intervenire per salvarla dal crescente sfruttamento e dall’inquinamento perpetrati dall’uomo. Il disboscamento indiscriminato, quasi mai accompagnato da una saggia riforestazione, e l’atteggiamento incosciente ed irrispettoso dell’ambiente, producono effetti negativi che gradualmente si riflettono sempre più su: effetto serra, desertificazione, erosione e frane, inquinamento degli ecosistemi, estinzione di specie animali e vegetali ecc.

L’uomo è responsabile di questi fenomeni e riuscirà a sopravvivere solo se nascerà una nuova responsabile coscienza ecologica orientata alla salvaguardia degli ecosistemi del mondo.
La Foresta pluviale Amazzonica è la più estesa al Mondo; la sua area supera i 6,5 milioni di Kmq, cioè una superficie più estesa di tutta l’Europa occidentale che si estende sul territorio di molti Stati: Brasile (65%), Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese.

Sono molteplici le meraviglie ed i segreti che la Foresta Amazzonica custodisce, le cui peculiarità la rendono un patrimonio naturale di inestimabile valore. Per fare qualche esempio: nel bacino dell’Amazzonia scorrono fiumi che, nel loro insieme, costituiscono il 20% di tutta l’acqua dolce del Pianeta. Nella foresta amazzonica si riscontra una biodiversità unica al Mondo per quantità e varietà. In un ettaro (10.000 mq) di foresta si trovano più specie di piante che in tutto il continente europeo. E’ grazie a questo complesso ecosistema terrestre che funzioni vitali come la regolamentazione delle piogge e l’approvvigionamento d’acqua, vengono assicurate all’intero Brasile. L’Amazzonia gioca inoltre un ruolo cruciale e vitale anche per il mantenimento del bilancio climatico a livello globale.
La deforestazione e il cambio d’uso dei suoli forestali causa il 75% delle emissioni del Brasile.
Se non si interverrà per frenare la deforestazione, entro 20 anni il “Polmone verde” si trasformerà, per metà, in una brulla savana.

Ecosistema Amazzonia
Floresta_noGli ecosistemi forestali come ad esempio l’immensa distesa arborea e fluviale dell’Amazzonia costituiscono il principale mezzo naturale per il recupero del CO², emesso in atmosfera dai diversi processi industriali e civili.
I processi di fotosintesi, alla base dello sviluppo e crescita degli organismi vegetali, utilizzano, come è noto, il CO² atmosferico per la produzione organica, pervenendo quindi ad un sequestro del carbonio.
Il sequestro di biossido di carbonio è il processo di mitigazione biologica che sviluppano le piante, le quali assorbono il gas CO² presente nell’atmosfera, fissando il carbonio e liberando l’ossigeno nell’aria: un processo che è conosciuto come fotosintesi.
Ogni giorno assistiamo alla distruzione di alberi e foreste, all’inquinamento dell’atmosfera e dell’acqua, senza riuscire a fare nulla di concreto per impedirlo, e con loro se ne va anche parte del nostro futuro. La natura va protetta e non distrutta!
Non dimentichiamo che ogni uomo ha il dovere di assicurare ai propri discendenti un futuro migliore e questo non può essere fatto distruggendo la natura poiché distruggeremmo noi stessi.
L’Albero è un filtro che ci permette di respirare aria pulita. Attraverso il processo della fotosintesi trasforma l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno, utilizzando l’energia proveniente dai raggi solari che colpiscono le foglie. Questo avviene perché sulla superficie delle foglie esiste un pigmento naturale, la clorofilla, che attrae la luce solare.
La nascita della ”fotosintesi” coincide con la nascita della vita sul pianeta “Terra”. Ogni albero produce una media 20-30 litri di ossigeno al giorno; ogni uomo necessita in media di 300 litri di ossigeno al giorno per vivere sano. Distruggere le foreste significa diminuire le risorse di ossigeno del pianeta e rendere l’aria sempre più irrespirabile. Fallire nella protezione della foresta amazzonica significa minare la stessa stabilità climatica del mondo, sconvolgendo il delicato equilibrio ecologico-biologico del pianeta. Oggi nessun Paese si può nascondere, avanzando alibi geopolitici o di altro genere: tutti hanno il dovere di agire…subito!

Approfondimento sull’effetto serra
Floresta_bambinoLe radiazioni solari non raggiungono integre la superficie terrestre, in quanto circa il 25% delle radiazioni solari sono assorbite dal pulviscolo, dall’ozono e dal vapore acqueo mentre circa il 30% delle radiazioni solari sono riflesse nello spazio dal pulviscolo atmosferico, dalle nuvole e dalla superficie terrestre. La parte delle radiazioni riflesse verso l’alto viene definita “albedo” che si misura con un valore compreso da 0 a 1 (massima rifrazione). Ad esempio un campo innevato ha un valore alto di albedo circa dello 0,9 (90%) mentre una foresta ha un valore di albedo basso pari a 0,1 (10%) a causa dei colori scuri e dell’assorbimento della luce nei processi di fotosintesi: il valore medio di albedo terrestre è circa lo 0,3.
La radiazione solare ricevuta dalla superficie terrestre e riflessa verso l’alto, assume la forma di raggi infrarossi (energia termica). I “gas serra” presenti in atmosfera assorbono parte di questi raggi riflessi, reirradiandone una grande quantità nuovamente verso il basso. Una minima parte dei raggi infrarossi riflessi, si perde nello spazio (6%) o viene assorbita dai composti atmosferici.
Il fenomeno naturale, noto come “effetto serra”, contribuisce ad aumentare la temperatura del globo intorno ai 15° gradi medi. Senza la presenza dei gas serra, la temperatura media sarebbe di circa il 30° inferiore, ovvero pari a -18°.

Il problema dei nostri anni è l’eccessiva presenza di “gas serra” nell’atmosfera a causa dell’attività umana e dello sfruttamento elevato dei combustibili fossili. Questo fenomeno provoca un continuo surriscaldamento dell’atmosfera terrestre e di conseguenza uno sconvolgimento climatico che sta modificando l’equilibrio e la sopravvivenza dell’ecosistema stesso.
Qualsiasi gas ha una “vita media atmosferica” oltre la quale la concentrazione tende a diminuire ed a disperdersi in altre forme (depositi naturali o trasformazione in altri composti chimici): l’anidride carbonica (CO2), ad esempio, ha una vita media atmosferica di circa un secolo. Ne consegue che la limitazione della concentrazione di CO² nell’atmosfera è un obiettivo irrinunciabile al fine di evitare che l’equilibrio climatico venga compromesso fino al punto di non ritorno.

Proteggiamo il nostro pianeta